Letture del mese

MURAKAMI

NORWEGIAN WOOD

Una storia, o, per meglio dire, una biografia narrata da un ragazzo che sperimenta il mondo variegato della vita di studente in un campus universitario.

Tradizioni giapponesi, vita occidentale e sogni delle giovani generazioni si mescolano in una narrazione avvincente e mai piatta

Tutto il “murakamismo” emerge dalle righe di Norwegian Wood, nella narrativa lo stile dello scrittore, che fa addentrare in lunghe descrizioni e quasi vedere i dettagli descritti in maniera maestrale grazie alle peregrinazioni narrative sulle ambientazioni interne.

I colori della natura e le emozioni dei protagonisti del romanzo vengono sapientemente a galla, in un mix di profumi di tradizione e nello spazio mentale del sogno di un eterna e invincibile scoperta dell’amore e della sapienza.

Nuvola nera nuvola bianca

Nel grande e terso cielo di Canicattì il blu era così chiaro e così ampio che a Piero sembrava di stare in paradiso.

Guardava su coi suoi grandi occhi blu, il grande cielo trasparente e pensava..

Cosa succede lassù?

Chi c’è?

Chi si incontra?

Si sente tirare i pantaloni, abbassa la sguardo e vede Pippo, un bambino, che gli dice: “come chi c’è lassù? ci sono le nuvole, le vedi??!”

Piero non le vedeva, vedeva solo cielo, cielo ovunque, cielo chiaro e indefinito ma le nuvole c’erano.

E ci voleva un bambino per mostrargliele, perchè, come tutti i bimbi sanno, nel cielo ci sono sempre le nuvolette, eccome se ci sono.

Pippo vedeva infatti, distintamente, una goffa nuvola bianca e un’esile e striata nuvola nera.

E le sente, proprio bene, che parlano tra di loro.

La nuvola nera : “hai visto? – disse indicando verso il basso- “non siamo soli, qualcuno ci guarda da laggiù”

Allora la nuvola bianca: ” Ecco perchè il vento ci sposta..è invidioso, ha paura che voliamo troppo in basso e ci lasciamo cadere catturate dalla curiosità”..

La rete di limoni

In un paese molto lontano, distante e irriconoscibile su ogni cartina geografica, un bambino notò, a lato di una strada, un gruppetto di limoni, riuniti in una rete.

Si chinò e li raccolse da terra, entusiasta li portò nella sua casa, li mostrò alla mamma e li posò sulla tavola poi andò a giocare.

I limoni allora, sentitisi soli, cominciarono a parlottare tra di loro.
Un grande limone bitorzoluto prese parola ed esclamò: “ecco, tutti uguali questi umani, pensano di salvarci la vita poi ci lasciano appoggiati in un angolo e se ne vanno per gli affari loro”.

Per rispondere interviene un grosso limone ruvido e verdastro e acconsentendo, prosegue: “Ci spremono, quando gli serviamo, non lasciano nemmeno una gocciolina dentro di noi, e poi, raggrinziti e marci ci buttano via”.

A quel punto, stupito, un limone giovane splendente, divertito, afferma: “I più grandi e sani di noi potranno sopravvivere, e aiuteranno gli altri che verranno scartati, siamo uniti, siamo insieme, nessuno ci potrà fare davvero del male”.

Da un angolino della rete, un piccolo limone giallo acceso, timidamente, sussurra: “Voi siete grandi e sapete molte più cose di me, ma io sono sicuro che gli umani non sono cattivi, loro vogliono solo mangiarci, per stare meglio e portare una parte di noi sempre con loro”

GLI UOMINI DELLA CITTA DI RETE

Avete presente una grandissima, anzi, che dico, enorme ragnatela?
Ecco.
La città di rete potrebbe essere proprio così.
Scordatevi case, strade, alberi, parchi…Nella città di rete tutto si snoda su fili.
E all’incrocio di ogni filo si attacca un nuovo inizio, una nuova strada, una nuova frontiera.
E voi direte.. Ma com’è possibile? Ma gli uomini come fanno a sopravvivere in un ambiente così?
Beh la storia è un po’ lunga…Siete pronti ad ascoltarla?
C’era una volta…beh…non proprio una volta…diciamo qualche decennio fa…Un uomo che inventò i computer e pochi anni dopo un altro uomo che inventò come far parlare tutti i computer del mondo.
Ecco, fu lì, in quel momento che nacquero gli uomini rete.
Loro sono come delle piccole palline trasparenti che rimbalzano da un capo all’altro della rete.
Non hanno gambe e braccia, non un collo, non le mani come le persone. Per comunicare sbattono tra di loro.
Per esempio, per salutarsi – o come si dice nel loro gergo- per iniziare una connessione,  prendono la rincorsa e sbattono uno contro l’altro, una sola volta, e poi rimbalzano via.
Quando invece litigano, si girano intorno vorticosamente, tante volte quanto più sono arrabbiati.
Per abbracciarsi, gli uomini di rete si danno appuntamento tutti insieme in un luogo preciso della ragnatela e si scontrano fortissimo tutti insieme.
E qualcuno – chiederete – si fa mai male? No, nella città di rete non esistono gli ospedali, le ambulanze o i medici e gli infermieri. Quello che succede da questi scontri è una grande bolla variopinta che, si dice, venga vista nei luoghi più remoti, persino dalla nostra terra.

zerotohero; letture; bambini

Da dove cominciare? …

Sono Chiara, una mamma che ha deciso di dare voce alla sua storia e inventarne di nuove per il suo bambino e i tanti bimbi e famiglie che per svariate ragioni sono a casa e non stanno andando a scuola.

Il mio sito non ha scopi se non quello di intrattenere e provare a dare nuove idee o semplicemente dare voce a tante idee, in ambito creativo e comunicativo.

  • Sono appassionata di informazione, ho una formazione mista classica e scientifica e mi piacerebbe condividere con voi idee che fanno felici bambini e famiglie e consigli testati anche personalmente.
  • Non solo creatività. Proverò giornalmente a pubblicare articoli di interesse su vari settori.

A tempo di emergenza Covid avevo iniziato, quasi per gioco, a tenere insieme al mio bambino di 5 anni, per intrattenerlo, un diario sulle nostre attività quotidiane.
Da lì l’idea di scrivere le storie che ogni sera, da tempo, racconto al mio bambino di 5 anni prima di dormire.

Spero di coinvolgere, chi, come me, genitore, si trova quotidianamente ad affrontare sfide che i nostri bambini ci chiamano a fronteggiare e anche qualche appassionato di lettura.

Presentati (articolo di esempio)

Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.

Oggi pubblicherai un articolo. Non preoccuparti di come appare il blog. Non preoccuparti se non gli hai ancora dato un nome o ti senti sopraffatto. Devi solo fare clic sul pulsante “Nuovo articolo” e dirci perché sei qui.

Perché lo fai?

  • Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
  • Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.

L’articolo può essere breve o lungo, un’introduzione personale alla tua vita o una dichiarazione d’intenti tipica da blog, un manifesto per il futuro o un semplice schema dei tipi di cose che speri di pubblicare.

Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:

  • Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
  • Di quali argomenti pensi che scriverai?
  • Con chi ti piacerebbe connetterti tramite il blog?
  • Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?

Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.

Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

Quando sei pronto per pubblicare, assegna al tuo articolo da tre a cinque tag che descrivano il focus del tuo blog: scrivere, fotografia, fiction, genitorialità, cibo, automobili, film, sport, qualsiasi cosa. I tag aiuteranno le persone che si interessano di questi argomenti a trovarti nel Lettore. Assicurati che uno dei tag sia “zerotohero”, in modo che anche altri nuovi blogger possano trovarti.

Presentati (articolo di esempio)

Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.

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Perché lo fai?

  • Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
  • Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.

L’articolo può essere breve o lungo, un’introduzione personale alla tua vita o una dichiarazione d’intenti tipica da blog, un manifesto per il futuro o un semplice schema dei tipi di cose che speri di pubblicare.

Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:

  • Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
  • Di quali argomenti pensi che scriverai?
  • Con chi ti piacerebbe connetterti tramite il blog?
  • Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?

Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.

Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

Quando sei pronto per pubblicare, assegna al tuo articolo da tre a cinque tag che descrivano il focus del tuo blog: scrivere, fotografia, fiction, genitorialità, cibo, automobili, film, sport, qualsiasi cosa. I tag aiuteranno le persone che si interessano di questi argomenti a trovarti nel Lettore. Assicurati che uno dei tag sia “zerotohero”, in modo che anche altri nuovi blogger possano trovarti.