In un paese molto lontano, distante e irriconoscibile su ogni cartina geografica, un bambino notò, a lato di una strada, un gruppetto di limoni, riuniti in una rete.
Si chinò e li raccolse da terra, entusiasta li portò nella sua casa, li mostrò alla mamma e li posò sulla tavola poi andò a giocare.
I limoni allora, sentitisi soli, cominciarono a parlottare tra di loro.
Un grande limone bitorzoluto prese parola ed esclamò: “ecco, tutti uguali questi umani, pensano di salvarci la vita poi ci lasciano appoggiati in un angolo e se ne vanno per gli affari loro”.
Per rispondere interviene un grosso limone ruvido e verdastro e acconsentendo, prosegue: “Ci spremono, quando gli serviamo, non lasciano nemmeno una gocciolina dentro di noi, e poi, raggrinziti e marci ci buttano via”.
A quel punto, stupito, un limone giovane splendente, divertito, afferma: “I più grandi e sani di noi potranno sopravvivere, e aiuteranno gli altri che verranno scartati, siamo uniti, siamo insieme, nessuno ci potrà fare davvero del male”.
Da un angolino della rete, un piccolo limone giallo acceso, timidamente, sussurra: “Voi siete grandi e sapete molte più cose di me, ma io sono sicuro che gli umani non sono cattivi, loro vogliono solo mangiarci, per stare meglio e portare una parte di noi sempre con loro”
