Avete presente una grandissima, anzi, che dico, enorme ragnatela?
Ecco.
La città di rete potrebbe essere proprio così.
Scordatevi case, strade, alberi, parchi…Nella città di rete tutto si snoda su fili.
E all’incrocio di ogni filo si attacca un nuovo inizio, una nuova strada, una nuova frontiera.
E voi direte.. Ma com’è possibile? Ma gli uomini come fanno a sopravvivere in un ambiente così?
Beh la storia è un po’ lunga…Siete pronti ad ascoltarla?
C’era una volta…beh…non proprio una volta…diciamo qualche decennio fa…Un uomo che inventò i computer e pochi anni dopo un altro uomo che inventò come far parlare tutti i computer del mondo.
Ecco, fu lì, in quel momento che nacquero gli uomini rete.
Loro sono come delle piccole palline trasparenti che rimbalzano da un capo all’altro della rete.
Non hanno gambe e braccia, non un collo, non le mani come le persone. Per comunicare sbattono tra di loro.
Per esempio, per salutarsi – o come si dice nel loro gergo- per iniziare una connessione, prendono la rincorsa e sbattono uno contro l’altro, una sola volta, e poi rimbalzano via.
Quando invece litigano, si girano intorno vorticosamente, tante volte quanto più sono arrabbiati.
Per abbracciarsi, gli uomini di rete si danno appuntamento tutti insieme in un luogo preciso della ragnatela e si scontrano fortissimo tutti insieme.
E qualcuno – chiederete – si fa mai male? No, nella città di rete non esistono gli ospedali, le ambulanze o i medici e gli infermieri. Quello che succede da questi scontri è una grande bolla variopinta che, si dice, venga vista nei luoghi più remoti, persino dalla nostra terra.
zerotohero; letture; bambini
